In Pillole

E anche le vacanze estive sono terminate. Domani si ricomincia (ed è meglio che non penso a cosa troverò al lavoro o mi viene l’ansia). Ma sono state un toccasana e soprattutto un momento per dedicarmi di più alla lettura.

Visto che è  più di un mese che non scrivo, ho deciso di fare veloci recensioni sugli ultimi libri letti, giusto per rendere l’idea.

  1. Una bambina Sbagliata – Chyntia Collu

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La quarta di copertina descriveva il romanzo con parole troppo lusinghiere. Se ben scritto da un punto di vista stilistico e grammaticale, purtroppo non ho gradito la storia. Troppo noiosa, troppo banale. Già l’avvio è dei più usati: la morte del padre per descrivere la propria vita fatta di dolori e di rivalse nella Milano degli anni Sessanta e Settanta. Non brutta, ma purtroppo noiosa. Ho fatto fatica a finirlo.

2. Maigret si Commuove – Georges Simeon

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Un’altra storia di Maigret, ben scritta e diretta, tipico stile di Simeon, che io adoro. Una storia semplice ma dove il delitto, seppur sbagliato, nasconde un’altra ragione. E quello che si credeva banale, non ho è affatto. E, forse, si arriva quasi a provare pena per l’assassino (spero di non aver spoilerato troppo).

3. L’altro capo del filo – Andrea Camilleri 

L'altro capo del filo

Montalbano è tornato. Anche se affetto dalla “vecchiaglie” non perde mai un colpo. Ma a Vigata non sono giorni felici. L’arrivo incessante di navi cariche di profughi rende le notti del commissario pesanti ed interminabili. Un fiume umano, in cerca di salvezza da  un mondo in guerra.

E tra uno sbarco e l’altro, con l’aiuto del professor Osman e Meriam, Montalbano riesce anche ad aiutare una giovane profuga  vittima della violenza degli scafisti.

Ma è proprio in questo momento delicato che capita “l’ammazzatina”: è Elena, la simpatica sarta del paese, dal quale Montalbano si stava facendo confezionare un abito su insistenza dell’eterna “zita” Livia. Un brutale assassinio, a cui nessuno riesce a darsi una spiegazione. Ed ecco che  Montalbano deve tornare ad indagare, andando ben oltre la sua giurisdizione.

Un romanzo che riesce quasi a toccare la bellezza dei primi Montalbano, fortemente attuale.

4. Le case Meldette – AAVV

le case maledette

Il primo amore non si scorda mai. Almeno per quanto riguarda generi letterari.

Affamata lettrice di storie del paranormale, da adolescente divoravo qualsiasi libro sull’argomento. E scrivevo anche molto, di fantasmi.

Questa raccolta non è malaccio. Le prime due storie sono molto avvincenti, ben scritte e intriganti, pur seguendo lo stereotipo della casa maledetta.

Le ultime due mi hanno lasciata un pò perplessa, specialmente l’ultima, che di senso non ne aveva alcuno. Ad ogni modo, rimangono pur sempre dei chiari esempi di letteratura del soprannaturale classica, uno stile purtroppo perduto da tempo.

5. Lo strano caso del cane ucciso a Mezzanotte – Mark Haddon

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte

Christopher Boone ha 15 anni, ma non è un ragazzo normale. Soffre della Sindrome di Asperger, una forma di autismo. Adora la matematica e la fisica, gli animali. Quello che non comprende, sono gli altri uomini.

Un giorno trova il cane della vicina morto, trafitto da un forcone. Decide di improvvisarsi detective e scrittore di gialli. E indaga, apertamente, contro il parere del padre, che non vuole assolutamente che il figlio parli con i vicini. Ma cosa nasconde tutto questo? Ed è vero che la mamma di Christopher è morta di infarto? E come mai loro e  la vicina, la signora Shears, non sono più amici? Christopher continuerà ad indagare, anche se quello che scoprirà sarà molto di più che “l’assassino” del cane della signora Shears.

Un libro scritto dal punto di vista di un malato di Asperger. Logico ma al tempo stesso sconclusionato, quasi allucinato, che da un senso di ansia e impotenza. Un viaggio nella mente di un malato che il mondo vuole non vedere, che considera forse ritardato, autistico e da evitare. Un libro che ci proietta nel corpo di Christopher e ci fa capire quando sia difficile, a volte, stare al mondo quando si è “diversi”. E quanto i “normali”, alla fine, siano proprio loro i “diversi”. Senza eccezione alcuna.

 

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